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Luoghi

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Uno spunto di luoghi da visitare sul territorio della Comunità: quelli che contraddistinguono l'identità del territorio e quelli che tuttora contribuiscono a formarla tra cultura, mirabili paesaggi e attività storicamente riconosciute.

Paganella

La Paganella è un piccolo gruppo montuoso composto da alcune cime, di cui la vetta più alta è la Roda, con un'altezza di 2.125 metri. Sulla vetta è ubicata la stazione meteorologica di Paganella, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale. Il versante ovest, quello che guarda sull’altopiano di Andalo e Fai, è ricco di boschi, sentieri e piste da sci. Questa zona è la più frequentata nel periodo invernale grazie alle numerose infrastrutture sciistiche. In inverno la Paganella è regina degli sport invernali, mentre d'estate offre i suoi boschi e pendii per passeggiate ed escursioni. La particolare posizione di questa montagna che ad est incombe su Trento e sulla Valle dell'Adige con una maestosa parete verticale di oltre 1.000 metri, consente un'impareggiabile vista a 360° del Trentino e delle Dolomiti. Con le sue pareti calcaree, questa era un tempo la palestra dei rocciatori cittadini e sulle vie più ardite si cimentavano autentici fuoriclasse come Bruno Detassis e Cesare Maestri. 

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Piz Galin

Il Piz Galìn sovrasta la piana di Andalo. È una meta poco conosciuta e poco frequentata, che viene a torto snobbata in favore delle cime più famose. Il panorama dalla cima a 360° è a dir poco grandioso ed offre una visuale assai interessante e a distanza della lunga serie di cime del Brenta orientale. La salita alla cima dalla Bocchetta del Piz Galin non è difficile ma è piuttosto ripida e con passaggi di 1° grado in cui si deve arrampicare un po'. Si può eventualmente fare un giro ad anello scendendo per tracce dal più facile versante ovest e, attraversando con percorso libero le distese dei Lasteri , andare ad intercettare il sentiero 344b che ritorna verso il Rifugio La Montanara.

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Castel Belfort

Castel Belfort è imponente e chiaramente visibile. Presenta l'antica torre merlata, circondata dalle vaste mura perimetrali di forma rettangolare. Sabato 25 maggio 2013 il Castello è stato riaperto dopo i lavori di restauro curati dall’architetto Chiara Maria Amalia Bertoli, premiati al MART di Rovereto da una giuria internazionale che ha assegnato al Belfort il riconoscimento Costruire il Trentino 2009/2012
Il castello risale al 1311, quando Enrico conte di Tirolo concesse l'autorizzazione ad erigere una torre con edifici adiacenti a Tissone, figlio di Geremia I ed eredi, con concessione in feudo perpetuo. Una caratteristica che contraddistingue Castel Belfort, e che ne ha influenzato la storia, è il fatto che esso sorga vicino a Spormaggiore, nella giurisdizione del preesistente castello di Sporo-Rovina, come rocca per il distretto di Andalo e Molveno. Questo spiega perché nel corso dei secoli abbia subito tanti cambi di proprietà, dovuti ad accordi e scambi politici. L'edificio non ha caratteristiche medievali, assomiglia più ad una fortezza moderna: un’anomalia dovuta alla ricostruzione effettuata dai Conti Saracini dopo l'incendio che nel 1670 devastò il castello originale. L’occupazione napoleonica e i successivi passaggi di proprietà contribuirono al suo declino.

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Chiesetta di S. Vigilio

San Vigilio di Molveno, del XIII secolo, è uno dei beni culturali tutelati del Trentino.
Il recente restauro conservativo sulla parte strutturale e sugli affreschi della chiesetta di San Vigilio di Molveno ha riportato al suo aspetto più autentico uno dei beni culturali tutelati del Trentino. Fu edificata nel XIII secolo e dedicata a Vigilio, vescovo di Trento morto nel 400 d.c.
La facciata esterna è di notevole interesse per un ciclo di affreschi che decora la parte superiore e per un pregevole portale romanico con un affresco che raffigura il Redentore, Madonna e San Giovanni. L’interno è caratterizzato dalla presenza contestuale di un’antica chiesa in stile romanico del XIII secolo e di una successiva in stile gotico risalente al 1536. Della prima è chiaramente identificabile la struttura in pietra grigia e da notare sono l’abside riccamente dipinto, i muri perimetrali perfettamente conservati e l’affresco rappresentante l’Ultima Cena. Nella parte gotica sono venuti alla luce un frammento di Crocifissione e una porzione del fregio che adornava la volta. 

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Antica segheria venezianaTaialacqua

L’antica segheria veneziana Taialacqua, ancora funzionante ad acqua, fu costruita in forma cooperativa nel Cinquecento.
L'antica segheria Taialacqua fu costruita nel XVI secolo, in forma di cooperativa, dagli abitanti del paese, sollecitati dell’allora parroco don Taialacqua, con l’obiettivo di migliorare le condizioni economiche della popolazione locale. In seguito, sul rio Molini furono costruite altre segherie, oggi scomparse, e l’intera vallata per questo motivo conserva la denominazione di Val delle Seghe. Il funzionamento della segheria era ed è tutt’ora ad acqua.
L’acqua muove una pala ove si trova incorporato un fuso che a sua volta aziona una biella, la quale trasforma il movimento rotatorio nel movimento verticale di una lama, che provvede a tagliare i tronchi. Il prodotto del lavoro erano delle tavole chiamate molvene dello spessore da 6 a 10 mm, che venivano commercializzate nella zona di Riva del Garda. All’esterno della segheria è stato allestito un centro visitatori con informazioni dettagliate sul funzionamento della segheria e cenni sull’economia del legno in Trentino. 

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Lago di Molveno

Il lago di Molveno e la sua verde spiaggia al cospetto delle Dolomiti di Brenta ottengono nel 2010 cinque vele nella Guida Blu di Legambiente, il riconoscimento massimo assegnato alle migliori spiagge.
Il lago di Molveno, con la sua rilevante superficie (3,3 kmq - lungo 4,4 km e largo 1,5 km) ed una profondità massima di 124 metri, è il secondo lago interno del Trentino di origine naturale e uno di quelli dalle acque più azzurre. 
Formatosi circa 3.000 anni fa da una grandiosa frana scivolata dalle pendici del Monte Dion, ha messo in luce durante i lavori di svaso nei primi anni ´50 un´antica foresta preesistente al lago ed altri reperti che sono conservati oggi al Museo di Scienze Naturali di Trento. 
Il lago di Molveno appare come una perla in mezzo alle Dolomiti di Brenta e la Paganella; quasi un secolo fa lo scrittore Antonio Fogazzaro, che amava soggiornare a Molveno, aveva infatti definito il lago come "preziosa perla in più prezioso scrigno", per descrivere questo limpido specchio d´acqua nel quale si riflettono le cime delle Dolomiti di Brenta. 

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Lago di Andalo

Quello di Andalo è l'unico lago periodico in provincia di Trento. Ha una forma allungata da nord verso sud ed è situato tra l’altura collinosa su cui sorge l’abitato di Andalo e le falde del monte Gallino. Si trova ad un livello di 998 metri slm, ha una lunghezza media di 1.450 metri ed una larghezza di 350 metri. In condizioni normali il lago di Andalo si riempie dai primi di aprile fino a metà giugno, poi cala di livello rapidamente fino a scomparire del tutto e ricomparire durante le piogge autunnali. Raggiunto il livello massimo, l'acqua in più si versa nel Rio di Lambin verso Molveno. Da un punto di vista morfologico si tratta di una conca rocciosa calcarea riempita in parte di ciottoli e di sabbia. Le sue acque non sono particolarmente ricche: l’unica specie di pesce presente è la sanguinerola.

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Malga Tovre

Il panorama sul gruppo del Brenta – come il Croz dell'Altissimo, la cima Lasteri e il Piz Galin – sovrasta il Palon di Tovre da cui malga Tovre prende il nome.
L'edificio principale con casera è una gradevole costruzione, curata nei dettagli dalla famiglia Moraschini di Fai della Paganella, e fornita di un bel portico dove trovano posto alcuni tavoli per la degustazione dei prodotti in vendita durante la stagione dell’alpeggio. Nell’estate è possibile acquistare formaggio nostrano di diversa stagionatura, salumi e insaccati, burro di malga e yogurt.
L’ambiente pulito e la cortesia di Monica e Damiano fanno di Malga Tovre una vivace meta da non perdere.

Come Arrivare
Malga Tovre si raggiunge facilmente in due modi: con gli impianti di risalita da Molveno alla località Pradel e da lì al rifugio La Montanara posto a 1.525 metri. Per arrivare alla malga basta scendere, senza difficoltà, la larga traccia della vecchia pista da sci non più in uso. Altrimenti, arrivati a Pradel, prendere il sentiero che sale sinuosamente nel bosco con buona pendenza, dapprima costeggiando la seggiovia, proseguendo poi con stretti tornanti, per uscire dal bosco e concludere sui pascoli della malga. 
Salendo da Andalo, si prende una sterrata che parte dai pressi della Cooperativa con indicazioni per il Pradel. Lasciando l'auto al parcheggio in località Valbiole, in circa 45 minuti di passeggiata si raggiunge la meta senza difficoltà, costeggiando il bar ristorante Pineta e passando per il Forest Park.

Ulteriori informazioni: tel +39.0461.583042, mob +39.347.2609124, VisitTrentino

Guarda la puntata di Bianco di Malga girata a malga Tovre nell’estate 2012. 
Interviste a: Ruggero Franchi, sindaco di Molveno, Monica Pozza e Damiano Moraschini, gestori della malga con Barbara e i giovani pastori Kevin e Claudio, Clara Campestrini, assessore del comune di Molveno, Tullio Bottamedi, presidente APT Dolomiti Paganella, e Donata Sartori, presidente Comunità della Paganella.